
Cosa ti raccontiamo del Colosseo…
Un pò di storia…ci vuole.
Il Colosseo, che in antichità era conosciuto con il nome di Anfiteatro Flavio, era in grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50 000 e 87 000.
L’edificio forma un’ellisse di 527 m di perimetro, con assi che misurano 187,5 e 156,5 m. L’arena all’interno misura 86 × 54 m, con una superficie di 3 357 m². L’altezza attuale raggiunge 48,5 m, ma originariamente arrivava a 52 m.
Sai perché si chiama Colosseo?
Il nome originario era Anfiteatro Flavio, dal nome della dinastia flavia, che lo fece costruire nel I secolo d.C.
La sua costruzione iniziata dall’imperatore Vespasiano nel 70d.C. fu conclusa dall’imperatore Tito.
Vespasiano volle il Colosseo dove prima sorgeva un lago artificiale che faceva parte della Domus Aurea di Nerone.
Nel vestibolo della Domus Aurea era presente una enorme statua in bronzo dello scultore Zenodoro. Alta circa 35 mt: il colosso raffigurava Nerone.
Dalla vicinanza a questo colosso e dalle grandi dimensioni dell’anfiteatro fu rinominato : Colosseo.
Il colosso in seguito fu prima convertito in Dio del Sole e poi fu spostato intorno al 127 d.C. dall’imperatore Adriano.
Rimane però tutt’oggi visibile il basamento sul quale il colosso era adagiato. Basamento di ben 11 mt!
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La struttura
Vespasiano vide la costruzione dei primi due piani ,Tito aggiunse il terzo e quarto ordine. Inaugurò l’anfiteatro con cento giorni di giochi nell’80 d. C.. Si pensa che l’inaugurazione, con giochi durati cento giorni, fu per risollevare l’umore del popolo, in quegli anni infatti era eruttato il Vesuvio, Roma aveva avuto un incendio di tre giorni e c’era stata un forte epidemia di peste.
Esterno
La facciata esterna (alta fino a 48,50 m) è in travertino e si articola in quattro ordini: i tre registri inferiori hanno 80 arcate numerate, mentre il quarto livello (attico) è costituito da una parete piena. Gli ordini per ogni piano sono dorico, ionico e corinzio e corinzio.
Dentro queste arcate in origine c’erano delle statue. Nei plastici che si trovano all’interno del Museo del Colosseo si capisce bene la struttura e la grandissima ricchezza.
Nel quarto anello si aprono 40 piccole finestre quadrangolari. Sopra il livello delle finestre vi sono collocate tre mensole sporgenti per ogni riquadro, nelle quali erano alloggiati i pali di legno che venivano utilizzati per aprire e chiudere il velarium.
Il “velarium” era la copertura del Colosseo, che riparava dal sole gli spettatori, ma lasciava libera l’arena.
Interno
All’interno si trova la cavea con i gradini per i posti degli spettatori. Più si saliva verso l’alto, più il ceto sociale scendeva. Nella parte bassa c’erano i seggi di legno con i nomi incisi dei senatori, salendo c’erano i gradoni di marmo, poi i sedili di legno dove sedevano le donne, alle quali non era permesso mescolarsi con gli altri spettatori. In ultimo la plebe che stava in piedi.
Alle due estremità in corrispondenza dell’asse minore si trovavano due palchi: uno era destinato all’imperatore, ai consoli e alle vestali e l’altro ai dignitari.
L’arena aveva una pavimentazione in parte in muratura e parte in tavolato di legno, e veniva ricoperta da sabbia, costantemente pulita, per assorbire il sangue delle uccisioni. Era separata dalla cavea da una balaustra bronzea di circa 4 mt, oltre la quale erano situati i sedili di rango.
Sotto l’arena erano stati realizzati gli ambienti di servizio (ipogeo). Qui c’erano i montacarichi, per far salire i macchinari o gli animali impiegati nei giochi, e tutto il personale di servizio , compreso prigionieri e gladiatori.
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I giochi
Come sappiamo tutti all’interno del Colosseo avvenivano i giochi.
Per l’inaugurazione, voluta da Tito nell’80, i giochi durarono più di cento giorni. I giochi erano duelli ed uccisioni.
La mattina c’era il combattimento fra animai, a pranzo c’erano le esecuzioni dei prigionieri e la sera le lotte fra gladiatori.
Solo durante l’inaugurazione morirono circa 2 000 gladiatori e 9 000 animali.
I giochi gladiatori erano pubblicizzati con largo anticipo, su cartelloni che indicavano il motivo del gioco, il suo editore, il luogo, la data e il numero di gladiatori accoppiati.
Rarità erano i combattimenti tra gladiatori mancini.
Gli stessi imperatori potevano combattere nei giochi. Si racconta che l’imperatore Commodo era solito combattere ma con armi smussate ed espedienti per vincere. Chi ne parlava veniva giustiziato. Uccise anche molti animali, si dice 100 in un giorno. Fu assassinato (per fortuna) dal suo allenatore.
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I gladiatori
Il nome gladiatore deriva da gladio, che era la la spada d’ordinanza del legionario romano.
Gli spettacoli dove combattevano i gladiatori erano chiamati munera per i quali furono costruiti gli anfiteatri.
In origine questi combattimenti in presenza di un arbitro, venivano fatti dalle famiglie benestanti per onorare i propri defunti. Con il tempo però si trasformarono in spettacoli di massa. Era anche un mezzo di propaganda: il signore che faceva un grande spettacolo, aveva l’appoggio del popolo.
I gladiatori divennero così un potente elemento di condizionamento della vita politica.
Il combattimento finiva quando uno dei due gladiatori veniva ucciso o si ritirava. Al vincitore spettava la libertà.
E’ falso pensare che il gladiatore sconfitto venisse ucciso, perchè i gladiatori erano una risorsa importante. I gladiatori venivano “affittati” per combattimenti dai “lanisti”. Al lanista, andava il compenso e in caso di morte del gladiatore, gli veniva dato anche un indennizzo per i combattimenti che il deceduto non aveva potuto fare. Insomma non conveniva far morire un gladiatore!
Per diventare gladiatori si frequentava una scuola. La più grande ed importante scuola gladiatoria della Roma imperiale era il Ludus Magnus, adiacente al Colosseo al quale era collegata da una galleria sotterranea, in grado di ospitare pare 2.000 gladiatori.
I volontari richiedevano il permesso di un magistrato per entrare in una scuola gladiatoria se era loro concesso, il medico della scuola ne valutava l’idoneità. Avevano un contratto con frequenza con cui dovevano esibirsi, il loro stile di combattimento e i guadagni. Poi erano tatuati sulla mano o sulle gambe e dovevano prestare giuramento. Massaggi regolari , cure mediche di alta qualità e un attento regime alimentare contribuivano a mitigare il regime di allenamento altrimenti molto severo dei gladiatori e a proteggere l’investimento del lanista.
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Info utili per la visita
Dove si trova: piazza del Colosseo -Roma
Orari: 9.00 – 17.30 dal 1° al 25 marzo 2023 Ultimo ingresso alle 16:30
Biglietti: 24h – Colosseo, Foro Romano, Palatino Intero € 16,00
Per tutte le info consulta il sito del Colosseo
La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Noi siamo andati la prima domenica, la fila è stata di circa 1 ora. Si fa la fila per prendere il biglietto gratuito da esibire all’entrata.
All’interno c’è il museo con le varie spiegazioni e reperti.
Ti consigliamo all’uscita di andare a visitare il Palatino, di fronte: dal tempio di Venere si gode di una vista eccezionale sul Colosseo.
Leggi anche tutte le CURIOSITA’ SUL COLOSSEO che abbiamo raccolto.
Buona visita.
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